BardoNero

 

Celere o cadenzato che sia

l'incedere delle ore,

egli tutto assorbe,

trascrive affannandosi la propria

condanna sempiterna,

decanta melodico

un suono che se udisse con più cura

troverebbe mostruoso.

La speranza viaggia accanto ai suoi pianti,

la rabbia lo regge con forza

nel suo vacillare ondeggiante,

l'esterno punge...affonda nella sua carne...

ed egli reagisce violento

o si piega sotto un altro colpo.

Il dolore che rigurgita

si versa vetriolico

su ciò che lo circonda,

e quel che lo circonda

lo inocula di nuovo nelle sue membra con feroce

grazia,

con sotterfugi..

.. o a viso aperto...

e la sua esistenza

è un dedalo di corridoi,

una cascata di aghi,

che gli piove sul dorso

proprio quando era convinto

che fosse tornato il sereno.